Cure specialistiche con l'utilizzo della biorisonanza


La fibromialgia

La fibromialgia, o sindrome fibromialgica o sindrome di Atlante, è una sindrome caratterizzata da dolore muscolare cronico diffuso associato a rigidità. Le possibili cure sono oggetto di continui studi, la malattia è compatibile con l'attività lavorativa svolta dal soggetto debilitato.

Gli indici di infiammazione risultano nella norma. Prevalentemente interessati dal dolore sono: la colonna vertebrale, le spalle, il cingolo pelvico, braccia, polsi, cosce. Al dolore cronico, che si presenta a intervalli, si associano spesso disturbi dell'umore e in particolare del sonno, nonché astenia, ovvero affaticamento cronico. Inoltre la non-risposta ai comuni antidolorifici nonché il carattere "migrante" dei dolori sono peculiari della fibromialgia. Va segnalato inoltre, come la gran parte dei sintomi è comune ad altre due sindromi imparentate con la fibromialgia: la CFS (Chronic Fatigue Syndrome, cioè sindrome da fatica cronica), e la MCS (o Sindrome da multi-sensibilità chimica). In tutte e tre, in vario grado, è possibile osservare alterazioni in senso auto-immune del sistema immunitario dell'individuo affetto.

Sono molti gli elementi che possono influenzare la percezione dei sintomi del paziente: Stato di stress, contatto con ambienti umidi o freddi, anche da un'indicazione medica errata (capita che il medico in prima istanza pensi ad una patologia proveniente dalla testa). Non esistendo esami da effettuare estrema importanza riveste ciò che il paziente può indicare al medico.

La difficoltà di addormentarsi e la sensazione di dolore, oltre alle normali funzioni cognitive della persona sono funzioni regolate direttamente dal cervello. A questo proposito per comprendere al meglio le anomalie di sfondo neurologico si sono fatti degli accertamenti: tramite la risonanza magnetica spettroscopica (MRS), nello specifico il sottotipo 1H, mostravano una disfunzione dell'ippocampo e bassa concentrazione di acido naftalenacetico (NAA), questo a dimostranza di un disturbo neurologico o metabolico dell'individuo.

Possono dunque presentarsi, nel soggetto affetto da fibromialgia, una vasta gamma di sintomi, non necessariamente manifestantisi tutti e nello stesso momento. Se ne elencano i principali e\o più diffusi:

  • insonnia o sonno non riposante
  • Diminuzione della forza muscolare nelle mani e nelle braccia
  • astenia
  • rigidità e impaccio nel movimento al risveglio
  • crampi (soprattutto notturni)
  • fascicolazioni
  • sensazioni (parestesie) come formicolii, stilettate, intorpidimento
  • cefalea 
  • ansia, depressione, attacchi di panico
  • alterazioni dell'equilibrio
  • senso di confusione o di stordimento
  • difficoltà di concentrazione
  • secchezza degli occhi, della bocca, della pelle
  • visione sfocata
  • temperatura alterata oppure alterata percezione di caldo e freddo
  • intolleranza al freddo oppure al caldo-umido, o a tutti e due
  • ipersensibilità della pelle, della vista, dell'olfatto, dell'udito
  • vestibolite (infiammazione cronica del vestibolo vulvare)
  • fotofobia e intolleranza ai segnali luminosi quali: monitor del pc, televisione, ecc.
  • persistenza del dolore anche dopo il trattamento con antidolorifici ed antinfiammatori tradizionali
  • percezione di un dolore "diverso" da quello a cui si era abituati prima di ammalarsi
  • sensibilità ai mutamenti meteorologici ed ai cambi di stagione (metereopatia)

La causa esatta di tale malattia è ancora sconosciuta e sotto studi accurati: attualmente si pensa che alla base di questa sindrome possa esserci un disturbo che coinvolge il sonno (nello stadio 4), o comunque fattori di stress sia di tipo fisico che psicofisico.

Per quanto riguarda l'eziologia dolorosa della malattia recentemente si è dimostrato un ruolo centrale per la neurotrasmissione dopaminergica nella percezione del dolore, quindi ad una diminuzione di dopamina nella persona probabilmente contribuisce al nascere dei sintomi dolorosi che si presentano nella fibromialgia.

Sono due gli elementi che una volta accertati permettono una corretta diagnosi della fibromialgia:

  • Un'accurata anamnesi dalla quale si evinca che il dolore è diffuso simmetricamente e che perdura da almeno 3 mesi.
  • Palpazione dei 18 punti chiave detti tender points, che nel malato fibromialgico risultano dolorosi in numero non inferiore ad 11

Attualmente si sono affiancati altri due sistemi di valutazione dei tender points, che sono stati messi a confronto recentemente: la valutazione mialgica e dolorometrica con la forma digitale classica. Tali studi hanno dimostrato la maggiore efficacia del sistema classico di palpazione.

Il criterio diagnostico della palpazione rimane il metodo principale utilizzato.

L'esame obiettivo (ovvero l'esame condotto dal medico attraverso l'uso dei cinque sensi) rimane l'esame più valido dove attraverso la pressione dei punti chiave, si comprende la presenza della malattia. altri esami vengono utilizzati soltanto nella fase avanzata (radiologia) o per escludere altre malattie di cui si presume l'esistenza (in tal caso validi gli esami bioumorali). Altri esami la scintigrafia (dinamica con tecnezio petecnetato, la forma prescelta), risonanza magnetica e l'ecografia

Terapia da noi adottata:

Riposo assoluto nei primi giorni in cui si è manifestata la malattia, ma la persona non deve mai essere immobilizzata, per non ampliare il sintomo di rigidità già presente, in seguito si dovrebbe esercitare un po' di stretching:l'individuo deve effettuare lavoro sui muscoli dolenti, distendendoli e rimanendo in tale posizione per 30 secondi e ripetuti più volte, mentre aerobica o altro esercizio fisico possono migliorare i sintomi. L'attività fisica deve essere continuativa ma non eccessivamente intensa ed aumentata progressivamente senza eccessi. Una buona percentuale di malati risponde positivamente a determinate tecniche di rilassamento (per es. il nuoto) ed alle terapie comportamentali, che svolgono il ruolo di migliorare la conoscenza e il rapporto del paziente con il proprio corpo e con la fibromialgia stessa. Importantissimo poi è il recupero del sonno perduto, inoltre occorre farsi effettuare massaggi e risiedere in ambienti caldi.

Alcuni fibromialgici traggono beneficio da sedute di fisioterapia, ma esistono altresì approcci basati sulla biorisonanza magnetica pulsante

 


NEWS

LAVORA CON NOI

Thymòs è alla ricerca di collaboratori in ambito medico, paramedico e commerciale:
...Ulteriori informazioni

FAQ

Domande frequenti su attività, applicazioni e prodotti offerti da Thymòs

Consulta le FAQ